giovedì 12 maggio 2011

ANNE GEDDES

“Anne Geddes, Anne Geddes…”ripeto mentalmente all’infinito attraversando le vie della città, seguo la folla che si affretta al sottopasso per non attendere il passaggio del treno. “Anne Geddes, Anne Geddes”. Percorro via Roma, via Vico e finalmente svolto l’angolo che mi porta sul Corso. La più fornita cartoleria del centro sembra attendere solo me, ma quando entro e la commessa mi chiede gentilmente in cosa può essermi utile io l’ho inevitabilmente scordato.
Un’imprecazione non proprio delicata mi attraversa la mente.“Cerco un neonato sotto un cavolo!” è la risposta più idiota che potesse uscire dalle mie labbra.
Mi guarda come se fossi appena uscita dal reparto igiene mentale. Cerco di spiegarmi meglio “Domani è il sesto compleanno di mia nipote e volevo regalarle qualcosa per il suo primo anno scolastico, comincia tra tre settimane…Ecco, mia sorella mi ha detto che c’è una linea molto carina di bimbi sotto i cavoli, tra i fiori, nei vasi… “Che stronzata!” penso “Dove sono finite Titti e Mafalda?”
Mi volto un attimo per ritrovarmi in un mondo di Barbie e Winks. “Anne Geddes!” esclama la commessa con un sorriso. “Giusto!” confermo con troppa enfasi.
“Abbiamo un vasto assortimento di poster, quaderni e raccoglitori, ma niente zaini o astucci, spiacente.” Amabilmente mi mostra una sfilza di quaderni con neonati paffuti travestiti da putti floreali nelle più svariate confezioni. Immagino mia nipote
il primo giorno di scuola circondata da ragazzine all’ultima moda con diari firmati Barbie e fatine alate che svolazzano ridacchiando allegramente su di lei che cambia pannolini floreali ad un putto incontinente! La commessa rompe la mia bolla di pensiero chiedendomi se mi piacciono. “Carini” mento “Posso dare un’occhiata in giro prima di decidere? Può darmi qualche suggerimento sulla moda di quest’anno per le bambine di sei anni?”chiedo stupidamente.
La commessa allarga il suo sorriso per sfoggiare la sicura relazione che c’è tra lei e il suo dentista (solo così si può spiegare una dentatura da Omino Bianco Super!) e mi accompagna nel reparto femminile a cui il parco giochi di Disneyland fa un baffo.
Barbie, Cenerentola,Winx, Witch, Bratz , le principesse unite e miliardi di altri personaggi di cui ignoravo l’esistenza,per non parlare dei più seriosi (si fa per dire) Seven, Pigna, Comix…
“Ecco…è talmente vasta la scelta…” e mi rendo conto di non conoscere affatto i gusti di mia nipote. La cosa mi rattrista.
Potrei sempre regalarle un buono e far venire lei qui, con sua madre, ma come regalo è così anonimo e freddo…Dopo questa riflessione decido di rischiare ( a dire la verità la commessa mi garantisce che tutto si può cambiare entro sette giorni), mi lancio in una folle spesa scombinata (chi ha detto che uno zaino Barbie non può portare a spasso un diario delle Bratz?) comprando uno di tutto!
Sono le dieci e trenta del mattino. In un’ora ho svaligiato il negozio e sono fiera di me. Aprendo la borsa per pagare mi accorgo di avere il cellulare spento. Uscita dalla cartoleria ricordo di accenderlo e trovo cinque (?) messaggi di mia sorella .
Neanche il tempo di richiamarla che la colonna sonora (messa solo per lei) della pantera rosa richiama la mia attenzione e sul display appare il nome di Claudia.
“Cosa c’è di così importante da chiamarmi tante volte?”
“Liana, devi assolutamente aiutarmi…sono all’ospedale…”
“Oh! Mio Dio, come stai, cos’è successo?”
“Sono caduta dalla scala mentre cercavo di sistemare i festoni per domani, niente di grave, ma i medici ritengono opportuno tenermi loro ospite forzata per una notte…”
Mentre Claudia parla ho già messo in moto diretta all’ospedale.
I medici mi hanno rassicurata. Inizialmente, però, ha mostrato un po’ di confusione mentale, per questo vogliono tenerla ventiquattrore sotto controllo.
“E’ una sciocchezza!” protesta, ma per sicurezza non si oppone.
“Dov’è Giada?” chiedo improvvisamente “Con Giorgio?”
“No, con la mamma…”
“Oh! Cielo! In questo momento avrà già ingurgitato tre chili di pasta e quattro fette di carne…” mia madre non fa altro che rimpinzarla di cibo appena ne ha l’occasione.
“Giorgio è a Roma” mi spiega “Tornerà domani pomeriggio…Devi prendere Giada dalla mamma, portarla a casa









mia e organizzarle la festa per domani. Il pan di spagna, fortunatamente, lo avevo preparato questa mattina, monta la panna, la crema è in frigo a raffreddarsi, dovrai guarnire tutto tu, domattina, stasera porta Giada da ABC FESTE e compra tutto in rosa: tovaglioli, bicchieri ecc…Ordina le pizze da Rocco…”
“Frena, frena, frena! Badare a Giada, ok, ma preparare una festa come fai tu…Io non so cucinare, non so fare feste…”
“Liana, ti prego! Giada parla da mesi di questa festa, io non ho potuto fare più nulla, ho anche un polso slogato, domani non sarà facile continuare senza un aiuto, mi serve una mano! Liana…Lianuccia…ti prego,prego,prego!”
Sarebbe meglio rimandare, ma dalla voce di mia sorella sento che le stanno spuntando lacrimucce da cartoons!
“Ok, ci provo, ma se la festa non sarà all’altezza dei tuoi trascorsi successi , non ne ho colpa, io ti ho avvertito! Ora vado a prendere Giada prima che diventi obesa …vuoi che ti porti qualcosa?”
Claudia mi da una lista lunga un chilometro, ma quando vado a prendere Giada, la mamma ha già preparato un borsone enorme (per una notte o un anno?), mi passa la bimba, chiama mio padre per farsi accompagnare di nuovo all’ospedale (quando mia sorella è caduta erano a casa con lei, fortunatamente!).
Io e Giada siamo sole. “Nonna ha detto che stanotte dormo da te, perché?” Oh! Come le dico che la mamma sta all’ospedale senza farla preoccupare? “Perché…non puoi rimanere a casa…
perché scopriresti… tutte le sorprese che…tua madre ti sta preparando…!” Credici…ti prego credici e non fare altre domande! Mi sorride soddisfatta e comincio a pensare a quello che dobbiamo fare, allora ABC FESTE! In due minuti ci siamo, comincio a prendere tutto in rosa ma Giada non sembra soddisfatta… “Non ti piace?” lei annuisce col broncio. Anche una inesperta come me capisce che non le piace. “Non ti piace? Perché non me lo dici?E’ la tua festa, devi scegliere tu!”
“Davvero? Anche mamma lo dice sempre, ma poi sceglie lei…”
Oh! Credo che mi stia cacciando in un bel guaio (avete mai visto Claudia arrabbiata?) ma a mia nipote non resisto e le faccio uno di quei discorsi che finiscono con un convinto “Prendi quello che vuoi!”
“I Pokemon!!!” esclama sorridente e prima che me ne renda conto il cestino è pieno di mostri colorati, tipo animali di uno strano mondo fantastico di cui ignoravo l’esistenza.
Ok, il peggio è stato fatto, ho comprato tutto ciò che non avrebbe comprato mia sorella. Dopo aver portato tutto a casa ci avviamo per la pizzeria ed ecco lo shock più grande. Un omaccione grande e grosso sta chiudendo e ha appena messo in bella mostra un cartello “Chiuso per lutto”. E’ la fine. Mi avvicino titubante. “Il sig. Rocco?” L’omaccione mi guarda e fa “No, è morto!” Vedendo la mia faccia sconvolta si avvicina e a bassa voce mi fa “Veramente è scappato ieri con la brasiliana che lavorava qui, ma sua moglie ha detto che per lei è morto! Si è portato via tutti i soldi…le è rimasta solo la pizzeria…e la casa…e la macchina…e la casa al mare…” poi sorride e se ne va via. Giada mi guarda sorridente e io non so che fare.
“Potremmo rimandare la festa…”mormoro
“La nonna l’aveva detto!”
Un fulmine a ciel sereno mi colpisce.
“Cos’ha detto esattamente la nonna?” chiedo con aria indifferente
“Ha detto che non saresti riuscita a combinare nulla di buono!”
“E tua madre …”
“Oh! Mamma ha detto che sei bravissima, che la tua festa era favolosa, che sei originale e hai uno stile tutto personale!”
Non credevo che Claudia la pensasse così…mi ha difeso, crede in me, crede che ho uno stile tutto personale…ok! Guardo Giada risoluta e credo che questa festa mi costerà un patrimonio…Torniamo a casa e consulto internet. “Guarda come si organizza una festa favolosa!” strizzo l’occhio a Giada che obietta che per fare una festa non si può stare seduta, bisogna appendere palloncini e fare dolci. Già…ma io metterò mano al portafoglio e pagherò rate della mia carta di credito fino al prossimo secolo, ma mia nipote avrà la più bella festa della sua vita. Dopo un’ora di pc e due di telefonate, ho scovato due animatori liberi per domani sera, si travestiranno uno da Bulbasaur e l’altro da Pikachu…non ho chiesto spiegazioni.
Per il mio compleanno mi ero rivolta alla pasticceria “Ruanna”,dove lavora una mia amica, e così ho telefonato, ignorando le direttive di mia sorella. “Voglio una torta a forma di Pokemon…lo so che è tardi per prenotare, ma non puoi inventarti qualcosa?” le ho chiesto disperata. E così (quando si dice la fortuna) è venuto fuori che un bambino aveva voluto una torta a forma di Charizard e avendo già il disegno, per loro sarebbe stato più facile farla uguale…col cellulare tra le mani mormoro a Giada Charizard, senza avere idea di quello che ho detto, ma quando il suo volto si illumina capisco che è la parola magica. Torta ordinata!
“Adesso risolviamo il problema delle pizze!” affermo risoluta
“Uffà, mamma fa sempre le pizze…”
Eccola di nuovo, terrorizzata chiedo “Tu cosa vorresti?”
“Tramezzini, come quelli che mangi tu…”
Già, visto che non cucino mai, sono una specialista in tramezzini…
“E poi patatine, caramelle e panini al prosciutto!”
Semplice, talmente tanto che non so perché non ci ho pensato io!!! Andiamo subito da “Candy” e compriamo caramelle per un totale di 50 euro e per poco non mi viene un infarto!
Tra patatine e bibite me la cavo con 30, la torta mi costera’…ho deciso di non fare più conti, sicuramente lo stipendio è andato!
Al supermercato compriamo pacchi di brioche di tutti i tipi e salumi vari…alla commessa avevo chiesto un etto di tutto, ma quando ha saputo quanti panini dovevo riempire mi ha detto “Lasci fare a me” e penso di aver comprato un prosciutto intero!!!
Non so se manca ancora qualcosa, ma siamo tornate a casa, Giada si è addormentata esausta e io sto qui a gonfiare palloncini con disegni di animali mutanti…due sono scoppiati, ma lei non si è svegliata!
Il giorno dopo mi si presenta un problema a cui non avevo pensato, Giada fa i capricci perché sua madre le ha comprato un vestitino rosa. Non capisco questa mania che ha mia sorella col rosa, visto che è evidente che a Giada non piace.
“Abbiamo tante cose da fare, cara…tua madre torna tra poco e non abbiamo tempo di…”
Non mi lascia finire, un urlo lancinante pervade la casa, la vesto in fretta e corro spedita sul corso. Quando la commessa mi chiede in cosa può aiutarmi, indico il piccolo mostro di mia nipote con riluttanza, non so più cosa pensare, non ci so fare coi bambini e le dico semplicemente “Le dia il vestito che vuole!” Non starò qui a descrivervi il pasticcio di colori che ha scelto, un pantalone azzurro con tasche viola, scritte arcobaleno, una maglietta a righe multicolor, si è semplicemente vestita da bandiera della pace! Ma mi sono arresa ieri, già con mia sorella. La quale finalmente si degna di telefonare per dirmi che è da mia madre e che verrà direttamente alla festa…bene! Le verrà un attacco di cuore , lei che è sempre così attenta all’abbinamento dei colori…
Ore 19.00
Giada è vestita da caramella, la casa sembra una foresta, ci sono mostri ovunque, gli animatori ci sono e sul tavolo i panini esplodono fuori dalle ceste…ho persino messo un po’ di musica (sigle di cartoni animati, gentilmente suggerite da mia nipote), bibite e caramelle in mostra ed ecco i primi amichetti che arrivano…
Ore 20.00
La festa sta andando meglio di quel che credevo, gli animatori sanno fare il loro lavoro e i bimbi si stanno divertendo un sacco…il campanello…
Eccola lì…espressione sul volto? Indecifrabile…mi guarda, guarda sua figlia, guarda nostra madre…eccola, sta per esplodere…“Cos’hai combinato?” si avvicina a sua figlia “Il vestitino rosa?” Giada cambia espressione, fino a quel momento si stava divertendo come una pazza, ora sta per piangere, ma fortunatamente l’animatore la chiama e lei subito corre a giocare. “Lo sapevo!” dice a mia madre “Cosa ti avevo detto? Come si può affidare qualcosa a Liana?” le sue parole mi feriscono. “Ma tua figlia aveva detto che l’idea era stata tua…”
“Mia ??? Io e la mamma non volevamo, ma Giada aveva tanto insistito ed io non sapevo come fare…ti avevo dato istruzioni precise…tutto rosa, il suo vestito, la torta…”
“ Sei ingiusta! Ho speso una fortuna e tua figlia si sta divertendo…non ti capisco proprio, non chiedermi più favori!”
Proprio in quel momento entra mio cognato, la sua reazione è totalmente diversa da quella di mia sorella. Corre ad abbracciare sua figlia e poi sua moglie, lo sento mormorare “Tesoro, hai superato te stessa!” “Tie’!!!” mi verrebbe da dire, ma lei fa una strana smorfia e poi mi guarda mortificata…
Ore 22.00
La festa è finita, i piccoli mostri se ne sono andati e anche gli animatori, sto raccogliendo i rifiuti in giro. Claudia si avvicina sorridente “E’ stata proprio una bella festa!”
Vorrei ammazzarla,darle un pugno in testa e sbatterla per terra, ma lei è fatta così, lei e mia madre spariscono in cucina mentre Giorgio si avvicina e mi ringrazia.
“Lo so che sei stata tu, so anche che tua sorella è fissata per l’abbinamento di colori…”
“E ti sei sentito in dovere di lanciarmi una scialuppa?”
“ Si, perché il piano era stato architettato da Giada e me!”
“Cosa?” sorrido e ascolto la sua spiegazione
“Due mesi fa…ricordi l’onomastico? Mia figlia seduta in un angolo e sua madre che si divertiva a piegare tovaglioli a forma di cigno, andiamo!!! Ma quale bambina vorrebbe una festa così…quando mi ha telefonata e ha detto che avrebbe rimandato la festa le ho detto che la settimana successiva sarei stato via, e che la festa dovevi farla tu, ma lei ha rifiutato, dicendo che ce l’avrebbe fatta da sola, allora mi sono fatta passare Giada e sono sicuro che il resto è opera sua, lo sai che è proprio brava a recitare?”
“Sicuro che ha solo sei anni?” rido. Promette di rimborsarmi, ma rifiuto, ora ho questa soddisfazione e nn voglio rinunciarvi, ma mi faccio promettere che quando avro’ bisogno di un favore…”
Giada corre di corsa verso di me “E’ stata la festa più bella del mondo, lo hanno detto tutti i miei amici!”mi abbraccia forte.
Mia sorella è dietro di me. “Grazie…” mormora con l’aria di un cane bastonato “E’ stato un vero piacere, ora devo andare…”
Mi allontano così, consapevole di avere una famiglia stravagante, spesso ingrata, ma è pur sempre la mia famiglia, e felice che tra pochi minuti, nel tepore della mia casa da single, non sentirò più il fastidioso ma euforico rumore degli ultimi due giorni.

2 commenti:

  1. bellissimo! è una storia tenerissima ed è scritta proprio bene! *_*
    la nipotina è un genietto del male come tutte le bambine a quell'età ghghg X3

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    1. hahaha, ma ti rendi conto che non ho mai letto i commenti? che testa! grazie <3

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